Nemmeno oggi mi sento di scrivere, e, infatti, non so da che parte cominciare, ma so bene che molti di voi hanno a cuore la sorte di Popone, quindi, cercherò di tranquillizzarvi un po’, anche se la cosa mi sembra difficile, visto che io per prima, tranquilla non lo sono per niente.
Mercoledì sera, ho visto Popone entrare in casa zoppicando in modo innaturale, teneva la zampa anteriore rivolta all’interno. Ho capito subito che non si trattava della solita lotta con un altro gatto. Per fortuna c’era mia cognata con me, la quale mi é stata davvero di grande aiuto nel cercare di rintracciare il veterinario di turno, che purtroppo, era piuttosto lontano da casa mia. Al veterinario è bastato poco per capire che si trattava di una patologia riguardante i nervi situati nella spalla, tipico trauma causato dall’impatto con una macchina. Sia i due veterinari che l’hanno visitato, che il mio di fiducia, consultato il giorno dopo, hanno affermato che bisogna aspettare da tre a quattro settimane perché il nervo ricresca, ma c’è anche la possibilità che questo non avvenga, nel qual caso, si dovrebbe prendere in considerazione l’amputazione parziale della zampa. Questa sentenza mi ha lasciato senza parole, e ancora mi pare tutto un incubo, perché mi sembra davvero incredibile che per la seconda volta debba vivere una simile esperienza, poiché, anche al fratello di Popone fu amputata una zampa. Il quel caso però, trattandosi di quella posteriore, la sua vita non cambiò di tanto, è molto peggio quando capita a quelle davanti. Forse inizialmente, non si pensa a cosa comporti una cosa simile, e in particolare per un gatto come lui, abituato da sedici anni ad andare nei boschi a fare lunghe passeggiate, neanche pioggia e neve riuscivano a tenerlo a casa. Unica consolazione, se così si può dire, è che non sente alcun dolore essendo l’arto insensibile. Ma vi posso garantire, che anche per gli animali, non esiste solo il dolore fisico, basta guardare la sua espressione quando cerca di lavarsi il musino e non riesce più a farlo. Questo non è così grave perché posso pensarci io, ma il fatto di dover rimanere in casa, non credo lo accetterà mai. Per la maggior parte della notte, miagola e si lamenta in modo straziante, e in più, rischia di ferirsi ulteriormente perché non sentendo male, non capisce i suoi limiti, e salta su davanzali e mobili troppo alti ormai per lui. Da un giorno all’altro, ci siamo ritrovati tutti quanti con problemi inaspettati e al momento irrisolvibili. Avendo dovuto chiudere il passagatto, quando Stringa vuole uscire, gli apro la finestra, e fin qui non c’è nessun problema, ma per Polidoro, la faccenda si è un po’ complicata, perché come ho scritto in passato, è ancora molto selvatico e pauroso, per far sì che lui entri, dovrei spalancare la finestra, allontanarmi e aspettare un bel po’ finché si decida ad entrare, con il pericolo che escano Popone e Chester. E anche così non funziona, perché una volta dentro, si accorge subito di non avere vie d’uscite, e da in escandescenza. È una settimana che non ci prova neanche più ad entrare, gli ho preparato una casetta esterna al riparo dal freddo, e, cosa che trovo molto commovente, Stringa alcune volte, rinuncia al calduccio della casa e rimane a dormire assieme a lui. Forse lo fa anche perché Chester sta prendendo sempre più confidenza e continua ad attaccarlo, gliene fa di tutti i colori, e purtroppo lo fa anche con Popone, che sentendosi indifeso, rimane molto frustrato. Per quanto quel piccoletto sia adorabile, è arrivato proprio nel momento meno indicato, ma come si fa a prevedere una cosa simile? Fin’ora non ho menzionato il mio stato d’animo, perché è indescrivibile come potrete ben immaginare. Spero ancora che sia solo un brutto sogno, ogni mattina, appena apro gli occhi, come prima cosa tasto la zampina di Popone che dorme accanto a me, illudendomi che tutto sia a posto, esattamente come martedì mattina, ma purtroppo la realtà è un’altra. Vederlo trascinarsi miagolando a pieni polmoni per casa, è un’esperienza devastante, nei suoi occhi ormai, si legge solo infelicità, e io sono molto combattuta sul da farsi, tante soluzioni, giuste o forse no, mi girano in testa in questi giorni. Ho appena letto che più in la potrebbe anche iniziare a mordersi a sangue il pezzo della zampa rimasta insensibile, quindi il peggio deve ancora arrivare. Già ora, sulla parte che trascina, si sta formando una piaga. Il veterinario ha detto che non serve mettergli bende o cose simili perché se le strapperebbe. In questo momento, stanno dormendo tutti quanti, ed io temo di rompere l’incantesimo anche solo respirando.
Ovviamente, non ho parole per ringraziarvi tutti quanti, chi mi sta vicino fedelmente da tanto tempo, sia nei momenti allegri sia in quelli dolorosi, e chi è passato da qui per la prima volta, ed è riuscito lo stesso, pur non conoscendomi, a lasciarmi una parola d’incoraggiamento. Ogni volta che vedo il numero dei commenti, mi viene un groppo in gola.
Vi lascio una foto di Popone da cui, non si vede quello che gli é capitato, ma dalla quale si può notare uno dei tanti motivi che me lo rendono tanto caro, la sua grande bontà d’animo. Malgrado quella piccola peste gli faccia ogni sorta di dispetto, nel momento in cui gli si è avvicinato con evidente richiesta d’affetto, non si è certo tirato indietro, anzi, gli ha pure fatto una bella pulizia del viso.
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che vi garantisco, non é mica tanto mansueto (e, infatti....). Quando però ho visto il cane, mi é scappato un sorriso, perché sembrava un topo che aveva giusto mangiato un pochino troppo. Premetto che mi piacciono tutti i cani, ma quello era veramente ridicolo, ma in ogni modo simpatico. Io so bene che il colore dei gatti é indifferente, perché sono tutti meravigliosi, ma entrare in quella camera (mi spiace doverlo dire, ma era un locale che richiedeva una disinfestazione immediata, una vera sozzeria), e costatare che quel esserino era identico a quello della foto vista in pasticceria l'anno scorso, mi ha commosso. L'ho tenuto sulle ginocchia, dentro una cassa di plastica, per tutto il viaggio, durato più di un'ora e mezza, ed é stato bravissimo, giocava pure con la mia mano, quindi, non era per niente spaventato. Insomma, che altro dire, credo sia arrivato il momento di presentarvi il piccolo Chester. Prima foto scattata, direttamente dall'interno dell'auto.
Polidoro, gli é passato accanto senza minimamente notarlo, si é accorto di lui solo più tardi, ma non ha avuto nessuna reazione. Ma poi, c'é stato l'incontro che temevo....

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Inizialmente, più di tanto non si lasciavano avvicinare, e mi strappavano sempre un sorriso, perché come mi vedevano, in modo molto sincronizzato, mi mostravano le terga (che giuro, non é un gran bello spettacolo, poiché hanno la lana che arriva quasi a terra, e di loro iniziativa, non mi pare che facciano docce frequenti) e poi partivano in gran lena. Cominciai ad affezionarmi, e mi ero messa in testa di riuscire a carpire la loro fiducia tanto d'arrivare a toccarle, (anche se forse, questa non è una grande idea..). Ogni volta, cercavo di procedere verso di loro, camminando molto lentamente, per riuscire almeno a fargli un bel primo piano, ma più di così, non c'era proprio verso.
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