Fuori sta di nuovo nevicando copiosamente. E siccome quando c’è questo tempo ho paura ad usare la macchina (per colpa di un incidente che ebbi anni fa), oggi mi sembra il momento giusto per fare un po’ d’aggiornamenti. E visto che non ne ho ancora parlato, anche se tardivamente, spenderò qualche parola sulle festività appena passate. Premetto che, fosse per me, il giorno di Natale lo passerei così: alzarmi dal letto quando mi pare, fare una copiosa colazione in modo da saltare il pranzo (sì lo so, poco convenzionale), sperare che scenda la neve come oggi (purtroppo da tanto non è più così), passare il pomeriggio sul divano con qualche micio in braccio, sgranocchiando cose buone e caloriche guardando vecchi film di Natale. Il tutto, nella pace e tranquillità più totale. Invece, purtroppo, rimane un sogno irrealizzabile. Solitamente, lo devo festeggiare addirittura due volte. Una con i miei fratelli nipoti ecc.., e il giorno dopo, con i parenti di mio marito. Con i miei parenti mi sento sempre un pesce fuor d’acqua, pur essendo dello stesso sangue, siamo molto diversi. Per il solo fatto che non mangio carne, sono guardata come fossi un alieno. Quest’anno poi, mi è stato chiesto, da una persona appena diplomata con il massimo dei voti, se oltre a non mangiare carne, non mangio nemmeno il pollo!?! L’espressione basita comparsa sul mio volto, ha fatto sì che non aspettasse la risposta e cambiasse discorso. Un’altra invece, mi ha chiesto perché non mangio carne. Dopo averle risposto che, visto il mio grande amore per gli animali, mi sembra una scelta coerente, lei sorridendo (come si fa con i matti) ha detto di avere un’amica che, come me, aveva di queste teorie!?!?!?!? Immaginate come mi piacciono questi raduni familiari, che per fortuna sono una volta l’anno. Per forza poi uno diventa asociale! Il giorno dopo, con i parenti acquisiti è andata meglio. Chi mi segue da un po’, ha già avuto modo di conoscere mia suocera, gli altri, volendo, possono leggere su di lei qualcosa qui e qui. Nel resoconto natalizio dell’anno scorso, parlavo di un suo regalo che diceva non essere ancora pronto ma arriverà… (mai arrivato) Ebbene, non ci crederete, ma quest’anno, è successa la stessa cosa, non con un altro regalo, ma ancora “quello”. Mi spiego meglio. L’anno scorso, verso metà dicembre, mi mostra un pezzo di stoffa con disegnato sopra un gattone e delle scritte, dicendo che voleva fare una specie di quadro e chiedendomi se preferivo tenere anche le scritte o solo il disegno. Le ho spiegato come lo volevo, ma ovviamente, per Natale non era pronto. Quest’anno, sempre a metà dicembre, si è svolta la stessa identica scena, roba da matti. Ma il meglio deve ancora arrivare, perché al momento della distribuzione dei regali, vedo che tira fuori la stoffa non incartata, e di nuovo mi chiede la STESSA COSA perché non aveva capito bene, garantendomi che presto l’avrebbe fatto. E il tutto, senza il minimo imbarazzo. Sono sicura, che l’anno prossimo, rileggerete la stessa solfa. Tutto sommato però, è stato divertente. Mia cognata poi, mi ha raccontato una bella storia, di quelle che riguardano i gatti, di quelle a lieto fine, di quelle che fanno tanto bene al cuore. Una sua cara amica, circa tre mesi fa ha dovuto traslocare. Purtroppo, appena arrivata nella casa nuova, la sua adorata gatta é scappata. Lei era veramente disperata, perché il posto è circondato da molta vegetazione, e cercarla non era facile. Malgrado ciò, ha continuato a mettere annunci e a chiedere al vicinato ma niente da fare. Ricordo che appena mia cognata me ne aveva parlato ero rimasta molto colpita, perché anche se la sua amica l’ho vista poche volte, credo che non conoscere la sorte del proprio micio, sia devastante. Essendo di un colore abbastanza comune, ogni tanto credeva d’averla trovata, poi invece, risultava sempre non essere lei. Poi però, il miracolo. Dopo tre mesi, mentre era ferma ad un semaforo, proprio lì davanti a lei sulla strada, vede una micina magrolina simile alla sua. La illumina meglio con i fari dell’auto, e vede una macchia inconfondibile sulla gamba dietro. Con il cuore in gola, frena di colpo, e dopo essere scesa inizia a chiamarla per nome, per vedere se la riconosce, e per controllare un altro segno particolare che la sua aveva vicino alla bocca. Il solo pensare a questa scena mi riempie gli occhi di lacrime dall’emozione, perché la micina, appena l’ha vista, ha iniziato a miagolare e a correrle incontro. Era proprio lei! Tremando come una foglia, l’ha messa dentro la macchina e l’ha portata a casa. Era molto dimagrita, infestata di parassiti e un po’ disidratata, ma niente d’irreparabile per fortuna. Pensate cosa deve aver passato poverina, vagare per tre mesi al freddo e senza aver mai imparato a procurarsi il cibo. Lasciatemelo dire, secondo me il destino, questa volta l’ha messo eccome lo zampino. Ho voluto condividere con voi questa bella notizia, perché conosco bene i vostri cuori da gattofili. Ora però, onde evitare gelosie tra i miei bimbi, un breve aggiornamento anche per loro. Popone si è ripreso alla grande, Chester cresce una meraviglia, e Polidoro si é un po’ rassegnato dalla perdita di Stringa cui era molto legato. Temevo non avrebbe mai accettato la nuova situazione, e invece.. ma come dico spesso, le immagini valgono più delle parole.
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E mentre Popone non si riesce a schiodarlo da quella stufa, Chester familiarizza con Polidoro.
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Inutile, il più ambito rimane Popone

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Ad ogni modo, non si può negare che si sia ristabilita una certa armonia tra loro.