Augurandomi di far felici alcuni di voi, ho deciso che da oggi, assieme alle torte, posterò anche le ricette. Caso mai, ne metterò di meno, ma visitando alcuni blog di cucina, mi sono resa conto che è molto piacevole poter usufruire anche delle ricette, e sentendomi mostruosamente egoista, ho preso questa decisione. Inizierò con lo strudel di mele. L’avevo già preparato l’anno scorso, ma adesso, potrete provarlo anche voi. Semplice e squisito. Premetto, che questa ricetta non è l’originale, ma dopo vari tentativi, a mio avviso, ritengo sia la migliore. Gli ingredienti, possono ad ogni modo variare secondo i gusti.
STRUDEL DI MELE
INGREDIENTI:
una confezione di pasta sfoglia già spianata (circa 40 x 25 cm.)
2/3 mele
100 gr. di nocciole macinate
scorza d’arancia o limone
100 gr. uvetta
un cucchiaino da the raso di cannella
un cucchiaio da minestra colmo di zucchero
1 uovo + un albume (tenere da parte il tuorlo per spennellare)
1 cucchiaino di latte
PREPARAZIONE:
Pelare e grattugiare grossolanamente le mele. Aggiungere gli altri ingredienti e amalgamare il tutto. Aprire la confezione di pasta sfoglia, e stendere sopra il ripieno in questo modo.
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Ripiegare la pasta sopra il composto e chiudere bene premendo tutt’attorno al bordo. Praticare dei tagli così.
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Mescolare il tuorlo con il latte, e spennellare lo strudel. Cuocere in forno per 15/20 minuti a 200 gradi. Ed ecco il risultato finale.
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È davvero buono come sembra che sia!
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Ma ora, vorrei dedicare un po’ di spazio ai miei mici, poiché oggi, è la loro festa. Anche quest’anno, per poco mi dimentico della giornata del gatto, per fortuna l’ho letto in vari blog, (poi chi reggeva le loro lamentele?) Che posso dire, grazie al cielo stanno benone, l’ultimo arrivato cresce a vista d’occhio e me ne combina di tutti i colori, ma è talmente buffo, che riesce sempre a strapparmi un sorriso. Ecco una carrellata dei miei fenomeni.
Come potete vedere, il “modus operandi” del loro contributo nei lavori domestici, è sempre lo stesso.
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Sì è vero, ogni tanto aprono anche gli occhi ma la cosa dura poco.
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E per finire, non posso negare che, malgrado la sozzeria delle zampette (giuro, ignoro come faccia a ridursi così) lui rimane il mio coccolone preferito. Non ha un faccino tirabaci?
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Una carezza, voglio darla a tutti i gatti del mondo, ai nostri sì, ma in particolar modo, a tutti quelli meno fortunati. A quest’ultimi, auguro di trovare persone di cuore, che si occupino di loro, dandogli cibo, affetto e calore, com’è giusto che sia.