Son qui, circondata da montagne di fazzoletti e quando parlo, (per chi ha visto il film), sembro Mamy di “Via Col Vento”. Riassumendo, io che di solito riesco ad evitarlo, quest’anno invece mi è arrivato un bel raffreddore, con tanto di febbre, la quale, ogni volta che la misuro, aumenta di qualche lineetta, di questo passo non so cosa accadrà entro sera. È già da qualche giorno che sono malaticcia, non sono neanche potuta partire per una breve gita come avevo programmato, e stasera niente bagordi in giro, farò una bella cenetta casalinga in tutta tranquillità. Ho già comprato tutto ieri, e adesso ho un po’ di tempo da dedicare al blog. Qualche giorno prima di Natale, ho voluto fare una bella sorpresa alla mamma di David, che ora si trova in una struttura molto carina e dignitosa, ma che la rende comunque triste, perché come dice lei, non è casa sua. Incredibilmente, si è ristabilita egregiamente, ma questo purtroppo, comporta anche il suo rendersi conto di quale ingiustizia abbia subito, e quando me ne parla mi si spezza il cuore, perché non ho proprio modo di consolarla. Un posto può essere bello e lussuoso fin che si vuole, ma immaginate di essere in un bell’albergo in vacanza, ad un certo punto, non è meraviglioso anche saper di poter tornare a casa e ritrovare le proprie cose? Ecco, ora lei è in una situazione simile, ma sa perfettamente che non potrà più farlo. Ma lasciamo stare, troppo triste. Come dicevo, oltre ai soliti biscotti, che come il solito l’hanno commossa, mi sono fatta prestare il portatile da mio marito, e così ho potuto mostrarle una valanga di foto, più qualche filmino, di David e dei miei altri bimbi. La sua espressione, era come quella di una bambina alle giostre, non la finiva più di ringraziarmi. Trovo fantastico poter rendere felice una persona con così poca cosa. Il Natale con i miei fratelli, non merita lunghi discorsi, anche perché in pratica, era come guardare il video dell’anno scorso, uguale. Stessi discorsi, una quindicina di persone che mi hanno affumicato senza alcun riguardo per circa 10 ore, le stesse identiche domande sul perché non mangio carne, io che dall’inizio alla fine mi son sentita un pesce fuor d’acqua. Il tutto, trascinato fin dopo le due di notte, quando ha iniziato a nevicare, e quindi avevamo la scusa di tornare a casa per via della strada. Ha nevicato tutta la notte, e il giorno dopo, era talmente freddo, che la neve rimaneva attaccata agli alberi, una meraviglia, ma di questo parlerò ancora alla fine del post. La sera dopo, abbiamo festeggiato a casa della cognata e del suo ragazzo con la suocera, e qui è andata meglio, siccome nessuno fumava e nemmeno mia suocera mangia carne, quindi, nessuna “radiografia cerebrale”. Lei non si smentisce mai, una qualche stranezza la deve sempre fare. Quest’anno, a parte il fatto che il famoso regalo che aspetto ormai da tre anni (chi non sapesse di cosa parlo, può leggere qui) non è nemmeno stato menzionato, ad un certo punto, quando è arrivato il momento di scambiarsi i doni, ha preso un borsone, ed ha iniziato ad estrarre dei regali, non incartati, dicendo a mia cognata e me medesima, che potevamo scegliere e decidere chi prendeva cosa. La cosa buffa, è che nessuna delle due, desiderava nulla di quello che c’era in tavola, e mentre lei ha adottato questo bizzarro sistema per paura forse di creare gelosie, noi eravamo molto imbarazzate perché non sapevamo come fare per evitare di offenderla, quindi, era tutto un “prendilo pure te…ma no, sta meglio qui da te… ecc..” Una scena davvero comica. Ma adesso vorrei tornare a parlarvi dell’ultima nevicata. La mattina del 26, ho guardato fuori della finestra, e pur sapendo quanto l’aria fosse gelida, ho deciso che un tale spettacolo dovevo assolutamente viverlo e fotografarlo. Mi sono ben bene imbacuccata, ( visto come sto oggi, forse non abbastanza),ho chiesto a mio marito di andare da suo padre a prendere Lily, e ci siamo addentrati in un bosco davvero magico. Ma come dico spesso, le immagini valgono più di tante parole.
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Per finire, non vorrei turbare i più sensibili, ma non penso che quando finisce un anno e ne inizia uno nuovo, le cose possano cambiare notevolmente. Lo so, sono pessimista, ma davvero, non credo che il cambio del calendario possa fare una gran differenza. Perdonate la mia negatività, ma l’unica nota positiva che vedo a capodanno, e che ora, dovranno passare quasi 12 mesi prima che sia di nuovo Natale. Ma giusto per educazione, e perché mi siete davvero tanto cari, auguro a tutti voi













Qui pare si sia messa in posa, ed è una cosa rarissima, perché di solito, o si volta all’ultimo momento




