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famiglia | UN URLO SILENZIOSO
giovedì, 19 marzo 2009


Oggi eviterò di parlarvi di stati d’animo o dolori vari, anche perché nonostante tutto, ho passato una giornata serena all’aria aperta. Il ragazzo di mia cognata aveva il compleanno, e mia suocera ha fatto uno dei suoi famosi brunch in giardino. In cielo non c’era neanche una nuvola, ma lei ha apparecchiato sotto una gigantesca magnolia ed era veramente freddo, completamente in ombra e con un venticello gelido. In piena estate è fantastico, ma in marzo non mi sembra proprio il caso. Ma che lei sia una tipa originale e stravagante, l’ho ripetuto più volte. Ad ogni modo, abbiamo improvvisato dei tavolini sotto il sole e lì era perfetto. Ad un certo momento ho avuto di che preoccuparmi in quanto è apparsa improvvisamente una scatola delle scarpe (i più fedeli sanno di che si tratta, gli altri, volendo posso aggiornarsi qua) ma per fortuna conteneva solo un regalo di compleanno. Comunque, era pur sempre una scatola delle scarpe, e non conteneva scarpe. A questo punto mi chiedo pure se ne faccia la collezione. Il suo giardino è il più bizzarro che io abbia mai visto, perché giuro, ci si può trovare di tutto. Difficile da spiegare, ma per esempio, dentro ogni vaso, assieme a fiori o piante, ci sono sempre altri oggetti, animaletti finti, statuine con personaggi ridicoli, ecc… Nel prato, tra i cespugli, oggi ho visto un coniglio di sasso che parlava con un nanetto. E, da non credere, ho visto anche una specie di fontanella a forma di sirena. Osservare attentamente il tutto, è un vero spasso. Ma la cosa più strana, la quale ci ha lasciato di stucco (a me faceva pure senso) son state le due teste sotto gli alberi. Ovviamente finte, forse di gesso o pietra, non lo so, ma viste da lontano, pareva ci fosse sepolto qualcuno fino al collo, molto macabro. La cosa però che più ho gradito entrando nel suo giardino, é stato l’avvistamento di uno dei suoi meravigliosi gatti. Con la coda dell’occhio ho intravisto un movimento sotto un cespuglio. Mi sono avvicinata, e ho trovato questa splendida micia con i riflessi rosso fuoco.
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micia
È affettuosissima e giocherellona. Le ho detto solo ciao, e lei ha iniziato tutto un discorso, pareva mi desse il benvenuto.
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micia2
Poi mi sono allontanata e lei mi ha seguito, le ho dato una grattatina e lei ha iniziato a fare la pazzerella nell’erba.
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Taty e micia

È incredibile come tutti i suoi animali siano affettuosi, e malgrado io li veda di rado, facevano a gara per ricevere coccole. C’era anche questa cagnolina dolcissima.
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Pippi

Dalla foto non sembra ma è di taglia molto piccola. Mia suocera l’ha salvata da una brutta fine, ed ora vive come una regina, e sono sicura che lei ne sia veramente consapevole, perché ti fissa negli occhi, e sorride.

Riassumendo, ho passato una bella giornata. Per l’occasione, ieri sera mi sono anche rimessa a preparare dolcezze.

Questi biscotti sono squisiti e semplici da preparare.
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Biscotti

 

INGREDIENTI
250 gr. burro ammorbidito

100 gr. zucchero

1 bustina zucchero vanigliato

½ cucchiaino di sale

350 gr. farina

1-2 cucchiai di latte

Questi sono gli ingredienti di base, ai quali si può aggiungere quello che si vuole (beh, quasi).

Questa volta io ho aggiunto:

scorza di limone

un cucchiaino di spezie per panpepato

100 gr. circa di noci miste e uvetta

1 cucchiaino di rum

 

Lavorare assieme tutti gli ingredienti. Separare la pasta in tre parti e formare dei rotoli di circa 3 centimetri di diametro l’uno. Avvolgerli nella pellicola alimentare e metterli in frigo per qualche ora. Ritagliare dei dischetti di ½ centimetro, disporli sulla placca da forno e cuocere a 200° per circa 8/10 minuti.

E già che c’ero, ho preparato pure una torta.
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torta di mele e pere
La ricetta di questa però l’avevo già messa qui. Stavolta ho solo sostituito il cocco con le mandorle e aggiunto una pera. Ecco, per oggi credo sia tutto.

postato da: taty2 alle ore 16:46 | Permalink | commenti (16)
categoria:natura, famiglia, dolci, animali, ricette, gatti
mercoledì, 31 dicembre 2008


Son qui, circondata da montagne di fazzoletti e quando parlo, (per chi ha visto il film), sembro Mamy di “Via Col Vento”. Riassumendo, io che di solito riesco ad evitarlo, quest’anno invece mi è arrivato un bel raffreddore, con tanto di febbre, la quale, ogni volta che la misuro, aumenta di qualche lineetta, di questo passo non so cosa accadrà entro sera. È già da qualche giorno che sono malaticcia, non sono neanche potuta partire per una breve gita come avevo programmato, e stasera niente bagordi in giro, farò una bella cenetta casalinga in tutta tranquillità. Ho già comprato tutto ieri, e adesso ho un po’ di tempo da dedicare al blog. Qualche giorno prima di Natale, ho voluto fare una bella sorpresa alla mamma di David, che ora si trova in una struttura molto carina e dignitosa, ma che la rende comunque triste, perché come dice lei, non è casa sua. Incredibilmente, si è ristabilita egregiamente, ma questo purtroppo, comporta anche il suo rendersi conto di quale ingiustizia abbia subito, e quando me ne parla mi si spezza il cuore, perché non ho proprio modo di consolarla. Un posto può essere bello e lussuoso fin che si vuole, ma immaginate di essere in un bell’albergo in vacanza, ad un certo punto, non è meraviglioso anche saper di poter tornare a casa e ritrovare le proprie cose? Ecco, ora lei è in una situazione simile, ma sa perfettamente che non potrà più farlo. Ma lasciamo stare, troppo triste. Come dicevo, oltre ai soliti biscotti, che come il solito l’hanno commossa, mi sono fatta prestare il portatile da mio marito, e così ho potuto mostrarle una valanga di foto, più qualche filmino, di David e dei miei altri bimbi. La sua espressione, era come quella di una bambina alle giostre, non la finiva più di ringraziarmi. Trovo fantastico poter rendere felice una persona con così poca cosa. Il Natale con i miei fratelli, non merita lunghi discorsi, anche perché in pratica, era come guardare il video dell’anno scorso, uguale. Stessi discorsi, una quindicina di persone che mi hanno affumicato senza alcun riguardo per circa 10 ore, le stesse identiche domande sul perché non mangio carne, io che dall’inizio alla fine mi son sentita un pesce fuor d’acqua. Il tutto, trascinato fin dopo le due di notte, quando ha iniziato a nevicare, e quindi avevamo la scusa di tornare a casa per via della strada. Ha nevicato tutta la notte, e il giorno dopo, era talmente freddo, che la neve rimaneva attaccata agli alberi, una meraviglia, ma di questo parlerò ancora alla fine del post. La sera dopo, abbiamo festeggiato a casa della cognata e del suo ragazzo con la suocera, e qui è andata meglio, siccome nessuno fumava e nemmeno mia suocera mangia carne, quindi, nessuna “radiografia cerebrale”. Lei non si smentisce mai, una qualche stranezza la deve sempre fare. Quest’anno, a parte il fatto che il famoso regalo che aspetto ormai da tre anni (chi non sapesse di cosa parlo, può leggere qui) non è nemmeno stato menzionato, ad un certo punto, quando è arrivato il momento di scambiarsi i doni, ha preso un borsone, ed ha iniziato ad estrarre dei regali, non incartati, dicendo a mia cognata e me medesima, che potevamo scegliere e decidere chi prendeva cosa. La cosa buffa, è che nessuna delle due, desiderava nulla di quello che c’era in tavola, e mentre lei ha adottato questo bizzarro sistema per paura forse di creare gelosie, noi eravamo molto imbarazzate perché non sapevamo come fare per evitare di offenderla, quindi, era tutto un “prendilo pure te…ma no, sta meglio qui da te… ecc..” Una scena davvero comica. Ma adesso vorrei tornare a parlarvi dell’ultima nevicata. La mattina del 26, ho guardato fuori della finestra, e pur sapendo quanto l’aria fosse gelida, ho deciso che un tale spettacolo dovevo assolutamente viverlo e fotografarlo. Mi sono ben bene imbacuccata, ( visto come sto oggi, forse non abbastanza),ho chiesto a mio marito di andare da suo padre a prendere Lily, e ci siamo addentrati in un bosco davvero magico. Ma come dico spesso, le immagini valgono più di tante parole.
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neve*
neve1*
neve2*
neve3*
neve4*
neve5*
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neve Lily1*
neve Lily2*
Lily3

Per finire, non vorrei turbare i più sensibili, ma non penso che quando finisce un anno e ne inizia uno nuovo, le cose possano cambiare notevolmente. Lo so, sono pessimista, ma davvero, non credo che il cambio del calendario possa fare una gran differenza. Perdonate la mia negatività, ma l’unica nota positiva che vedo a capodanno, e che ora, dovranno passare quasi 12 mesi prima che sia di nuovo Natale. Ma giusto per educazione, e perché mi siete davvero tanto cari, auguro a tutti voi

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postato da: taty2 alle ore 18:49 | Permalink | commenti (18)
categoria:natura, famiglia, foto, animali, natale
domenica, 09 novembre 2008


Oggi ho preso un tale nervoso da invogliarmi a spaccare tutto! Ma andiamo con ordine. Avverto che sarà un post un po’ lungo. Dopo una notte che per svariati motivi (troppo anomali e inverosimili da raccontare, ma Chester ha fatto la sua parte) l’ho passata quasi completamente sveglia, la giornata non è iniziata nel migliore dei modi. A metà mattina, mi son ricordata che la signora di cui vi ho parlato tanto, poteva essere da sola, allora le ho telefonato. Poco prima avevo pesato David, e con mia grande gioia, ho visto che da quando è arrivato ha già messo su un chilo, quindi volevo dirglielo sapendo che il suo scarso appetito l’ha sempre preoccupata (cioè, da lei faceva il difficile rifiutando quello che gli dava, sperando di poter ottenere sempre qualcosina di meglio, mentre qui, mangia di tutto e di più). Poverina, l'ho sentita veramente depressa. Venerdì ero andata a trovarla e siccome mi aveva detto che le sarebbe piaciuto moltissimo vedere qualche foto di David le ho preparato un piccolo album. La sua espressione mentre lo sfogliava è indescrivibile. Mi ha detto che mi considera come una figlia, ed io, d’istinto le ho risposto che se fossi davvero sua figlia la porterei via da lì seduta stante. So bene che, malgrado io non approvi il comportamento di suo figlio, non avrei dovuto sconfinare con una frase del genere, ma la mia giustificazione è che per questa situazione provo un gran senso di frustrazione e impotenza. Ad ogni modo, lei mi ha risposto “sei una ragazza molto intelligente e apprezzo tanto quello che mi hai detto”. Per la maggior parte del tempo che rimango con lei, sento le lacrime premere e alle volte la mia voce stenta ad uscire perché avverto continuamente un groppo in gola, ma cerco ugualmente di farla ridere e mi sforzo a tal punto, che venerdì mi ha detto “come sei ringiovanita, si vede che stai proprio bene" (??) e visto che stavo proprio tutto il contrario, mi azzardo a dire che forse alle volte, se è per una giusta causa, si può anche fingere, perché venerdì stavo tutto meno che bene. Sta di nuovo regredendo, le cose che mi dice sono come continue pugnalate, non vorrei essere tanto empatica, ma purtroppo lo sono. Lei parla spesso di suicidio, e credetemi, vedendo la situazione, la capisco pure, perché come afferma lei stesa, quella non è vita. Mentre ero lì, è arrivato suo figlio, e davanti a me le ha detto di non preoccuparsi, una soluzione si trova sempre, e che c’è rimedio a tutto. Io spero con tutto il cuore che stesse parlando seriamente, perché altrimenti la vedo tragica.

Ad ogni modo, anche se questa faccenda mi rattrista molto, la cosa che mi ha fatto tanto incavolare di cui parlavo all’inizio, è un’altra. Penso si fosse capito, che in questi ultimi giorni, il mio morale è notevolmente in ribasso, e oggi, dopo aver parlato con lei, sentendola piangere al telefono, ero proprio a terra. Allora, nonostante il freddo penetrante, sono andata a fare un giro nel bosco. Ero seduta nell’erba ad osservare un panorama da togliere il fiato, iniziavo a rilassarmi annusando una meravigliosa aria frizzante e profumata di bosco, quando sento squillare il cellulare. Era mio fratello maggiore, il quale mi spiega che a Natale siamo da lui anche quest’anno, e che dall’altro fratello, ci andremo l’anno prossimo. Io gli ho risposto che per me andava benissimo, anzi, meglio ancora, visto che l’altro fratello abita molto più lontano. Gli ho chiesto se sapeva già cosa preparava e cosa potevo portare io. Mi dice che farà una cosa speciale, senza spiegarmi di cosa si tratta. Allora, gli ho ricordato che non mangio carne e quindi di non calcolarmi se ci fosse stata (figuriamoci!). Dalla sua reazione, pareva gli avessi compromesso l’intera esistenza. La prima cosa che ha detto è stata “ah già, questo però complica tutto”. Io lì a svenarmi nel ripetergli che non importava, avrei mangiato i contorni, e lui, sempre senza dirmi cosa preparava, con aria affitta mi dice che non ce ne sono molti, perché il tutto è basato sulla carne (prevedo una serata meravigliosa). Ha pure cercato di convincermi a mangiare “almeno” il pollo, giuro, mi veniva da piangere, perché sembrava mettercela tutta per farmi sentire un mostro-guastafeste. Fatica sprecata oltretutto, siccome mi sono sempre sentita inadeguata di fronte a lui, ha il potere di farmi sentire una nullità totale. Che poi mi chiedo, ma sarò davvero io quella sera a dare fastidio a qualcuno, oppure l’enorme quantità di animali morti, (poiché saremmo una quindicina) che vedrò sulla tavola, potrebbe nauseare me? Che tristezza, è terribile il sentirmi così estranea con i pochi familiari che mi sono rimasti. La tentazione di dirgli che allora rimanevo a casa mia è stata fortissima, ma questo significherebbe una rottura, inoltre non vedrei nemmeno i nipoti e l’altro fratello, con i quali purtroppo, ci s’incontra solo poche volte l’anno. Alla fine gli ho detto che secondo me, importa poco cosa si mangia, l’essenziale e stare bene tutti assieme, e lui mi ha risposto che ho proprio ragione(??????). E non poteva dirmelo subito, evitando di rovinarmi irrimediabilmente la giornata? Roba da matti. Non fraintendetemi, è il mio fratello maggiore ed io gli sono affezionata, e forse proprio per questo me la prendo tanto, ma ha un dono particolare per farmi innervosire e sentire una schifezza. Vabbé, per finire in bellezza questo post, aggiungo che appena tornata a casa, per sfogare la rabbia, mi sono messa ai fornelli improvvisando una super torta. Di solito seguo scrupolosamente le ricette, oppure cambio solo alcuni ingredienti, mentre stavolta, parevo indemoniata, ripensavo alla conversazione e mettevo ogni ben di Dio. Ora, appena finito di postare, mi preparo un bel thè caldo e la provo. Dall’aspetto sembra buona, e se lo è veramente, cercherò di ricordarmi gli ingredienti e vi scriverò la ricetta.   

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categoria:famiglia, sfoghi, tristezza
domenica, 27 luglio 2008


Ieri sera, chiama mia suocera, e mi chiede un consiglio per una torta che sta preparando, e che deve poi portare a casa d’amici cui è stata invitata. Primo mio pensiero: ”Poverini, non sanno quello che gli aspetta” (chi volesse rinfrescarsi la memoria sull’abbinamento suocera-preparazione torte, può farlo qui). Premetto, che io in cucina solitamente vado un po’ a occhio, ma non per quanto riguarda i dolci, per quelli seguo regole precise e peso tutto. Quindi, conoscendola e prevedendo all’incirca quello che mi avrebbe detto, il mio secondo pensiero è stato: ”Povera me, mi verrà l’orticaria da stress”. Sentendo che stava preparando una crostata adoperando la pasta sfoglia, un po’ mi sono tranquillizzata, perché in teoria lì non c’è modo di fare danni. (questa semplice certezza, me l’ha tolta dopo pochi minuti) Il consiglio che le serviva riguardava la crema vaniglia da mettere sopra la crostata. Come prima cosa, mi ha chiesto se doveva metterla direttamente sopra la torta, oppure, prepararla a parte e aggiungerla dopo cottura. Mentalmente, ho immaginato cosa avrebbe comportato questa seconda opzione, e, facendomi violenza, mi sono trattenuta dal dirle di portare ai suoi amici una bottiglia di vino. Poi, mi ha elencato gli ingredienti. E qui, a parte la maizena che io non metto mentre lei ne ha messo un gran cucchiaio, il resto andava bene. Ma il meglio deve ancora arrivare, perché ad un certo punto mi chiede:” ma non è che quando l’aggiungo alla torta ne va dappertutto dentro il forno?” (radiografia del mio cervello:?????????????). A parte il fatto che la crema si dovrebbe mettere subito in modo che cuocia assieme alla torta, non riuscivo ad afferrare il senso del “dappertutto dentro il forno”. Le ho risposto, ingenuamente, che bastava non aggiungerne una dose troppo eccessiva così non rischiava di fuoriuscire dai bordi della tortiera. Lei, candidamente: “ non c’è nessun bordo, perché la tortiera non c’è l’ho”. (stessa radiografia di prima del mio cervello) In pratica, la stava cocendo su di un piatto per preparare la pizza. Non so se ne avete mai visto uno, è appunto completamente piatto come un disco in vinile e tutto traforato. Rimanendo sempre calma, qualità a me quasi sconosciuta, le ho consigliato di lasciar perdere la crema altrimenti sarebbe risultato un gran pasticcio. Ma lei non è certo una che si arrende. Dopo una breve esitazione, dice che allora cercherà di trasferirla da un’altra parte e d’inventare un bordo. A questo punto, il lato della mia personalità pasticciera, non ce l’ha faceva più, oltretutto dovevo pure prepararmi per uscire, quindi, non mi sono sentita di aggiungere altro se non “auguri”. Ovviamente, quello che ho scritto, può essere capito solo da chi ha almeno una benché minima infarinatura in cucina, per tutti gli altri, credetemi sulla parola se vi assicuro che c’è da aver pietà di quegli sventurati che hanno ricevuto (e magari osato assaggiare) quella crostata.

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categoria:famiglia, stranezze
domenica, 25 maggio 2008


Negli ultimi giorni non ho potuto aggiornare il blog poiché un torcicollo feroce mi ha praticamente paralizzato le braccia. L’ho già avuto altre volte ma mai in una forma tanto aggressiva, e ancora non mi è passato del tutto. Ieri sera però, malgrado non stavo tanto bene, sono andata alla festa di compleanno di mio fratello, non il maggiore al quale accudisco il giardino in estate, ma l’altro, quello con quel bel cagnolone di cui avevo parlato qui. Ero incerta se andarci o no perché abita in montagna e la festa era in giardino. Visto il tempaccio, temevo il freddo e l’umidità, malgrado avesse sistemato dei gazebo. D’altra parte, queste feste capitano di rado, quindi non me la sentivo di mancare. Tutto sommato, nonostante i miei acciacchi, è stata una bella serata, anche se inizialmente mi sentivo stranita, io che solitamente sono una solitaria, in mezzo ad una quarantina di persone, per la maggior parte a me sconosciute. Questo fratello, come avevo scritto nell’altro post, adora il suo cane e lo tratta come uno di famiglia. Infatti, non mi ha stupito che anche lui fosse all’interno di questa specie di capannone improvvisato, e gironzolava educatamente tra gli ospiti. Solo che al contrario, l’altro fratello, non ama gli animali e in più, so che è molto schizzinoso. In altre parole, se il cane gli si avvicinava, non si metteva a coccolarlo come facevano tutti, ma proprio si spostava. Quando è arrivato il cibo, il quale è stato sistemato su di una tavolata e ognuno poi si sarebbe servito da solo, non lo perdeva d’occhio un solo istante, era terrorizzato al solo pensiero che potesse “deporre il suo adorabile muso” dentro qualche pietanza. Quindi, immaginate le risate che mi sono fatta, quando, dopo che si era appena servito un bicchiere di birra da una specie di lattina da 20 litri con un rubinettino in basso (non so come si chiamano questi affari), ha visto il cane che leccava beato le gocce di birra che uscivano appunto da quel rubinetto, è letteralmente sbiancato. E come se non bastasse, a tavola i due fratelli si sono seduti uno di fronte all’altro, e visto che il cane è molto affezionato “al suo papà”, si è sistemato sotto il tavolo stravaccandosi proprio sui piedi dello “zio”. Per un po’ ha protestato, ma non c’era modo di farlo andare da un’altra parte. Ma la scena più divertente deve ancora venire. Ad un certo momento, sento questo fratello emettere un urlo piuttosto disgustato, e guardando verso di lui, che era poco distante da me, ho capito subito cos’era successo. Essendo seduti su di una panchina, lui non si era accorto che il cane aveva appoggiato il mento tra la sua gamba e quella della sua ragazza, e lui, pensando si trattasse della mano di lei, stava accarezzando dolcemente il naso del cagnone. A me ha preso una tale ridarella che ho faticato parecchio a riprendermi. Ma dico io, si può aver tanta repulsione per una simile creatura?
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Dick

Devo ammettere che mi sono divertita, a parte l’aver dovuto ascoltare per tutta la sera una musica deleteria. Loro hanno 7 e 9 anni più di me, quindi nemmeno tantissima differenza, ma io almeno, negli anni mi sono evoluta in fatto di musica. Non disdegno dei pezzi datati, ma cerco sempre qualcosa di nuovo e di adeguarmi ai tempi. Loro invece, si sono proprio cristallizzati in un’epoca e da lì non si schiodano. Devo anche ammettere però, che risentire quei brani, mi ha fatto ritornare bambina, quando loro ascoltavano questa musica a tutto volume, e i miei genitori non facevano altro che intimargli di abbassare con terribili minacce. Per farvi capire di che genere musicale parlo, dico solo “Woodtsock”e simile..ecco, appunto! Tra tutti pezzi che ho sentito ieri sera comunque, mi sento in dovere di salvarne almeno due.

 

 

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Dai, non storcete tanto il naso, voi potete anche decidere liberamente di non cliccare play, mentre io mi son dovuta sorbire sta roba dalle 17.30 alla 1.30 circa. Lo so che i fratelli sono miei, ma insomma, un po’ di solidarietà.

postato da: taty2 alle ore 15:12 | Permalink | commenti (16)
categoria:musica, famiglia, animali
lunedì, 12 maggio 2008


Vabbé dai, una volta tanto voglio fare la brava nuora, quindi, riassumendo in breve, la giornata dalla suocera è andata bene. Stravaganze ormai ce ne sono sempre, ma abbastanza accettabili. Tipo mangiare in un tavolino di sasso, sotto un albero gigante, di cui rami e foglie sfioravano le nostre teste, ma di potarlo un pochino, neanche a parlarne. (Alle volte, essere la più bassa di tutti, ha pure i suoi vantaggi). Sua figlia, le ha fatto presente che mancano all’appello alcuni regali di Natale, più quello del mio compleanno. Per quanto riguarda quest’ultimo, dopo una bella risata che non lasciava presumere niente di buono, tranquillamente mi dice: “Pensa che il tuo regalo di compleanno, l’ho “incontrato” (traduzione: non lo trovavo più e per caso me lo son ritrovata sotto gli occhi) proprio stamattina, ma adesso non ricordo dove”. Ad ogni modo, il suo grande amore per gli animali, fa passare queste cose in secondo piano. Mi ha raccontato un episodio capitato quest’inverno che mi ha fatto sorridere. Premetto che mia suocera è veramente una persona senza peli sulla lingua, e in particolar modo per le cose che le stanno più a cuore, come appunto gli animali. Allora, da giorni, vedeva passare davanti casa sua, una signora molto altezzosa, la quale sfoggiava pellicce di ogni genere. Un giorno, mia suocera era in strada, vicino alla sua macchina, (munita di adesivo “se hai la pelliccia qui non sali”) e non ha resistito, appena ha visto arrivare la madame, l’ha fermata e, dopo averle mostrato l’adesivo le ha detto: (con un ghigno che ben conosco) “sa che lei nella mia macchina non potrebbe mai entrare?” l’altra, ovviamente, con grande disprezzo, ha risposto che LEI non salirebbe mai su quella macchina. Mi ha detto che sapeva benissimo avrebbe risposto così, ma una piccola soddisfazione se l’è tolta. Ricordo anni fa, quando andavamo in giro assieme a fare compere, e per caso incontravamo delle signore impellicciate. Prima mi dava una gomitata per avvertirmi, poi esordiva dicendomi: “Ma guarda la che bella bestia, chissà se morde?” E cose del genere, da morir dal ridere insomma. Lei ha tre gattoni, uno più affettuoso dell’altro, e oggi li ho fotografati.
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3

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Questo grigio, gliel’avrei portato via subito. Mi è salito in braccio appena mi ha visto, e non voleva saperne di scendere. Se penso a Chester, che per poterlo accarezzare solamente, devo fare domanda scritta…

postato da: taty2 alle ore 20:12 | Permalink | commenti (19)
categoria:famiglia, animali, gatti
domenica, 11 maggio 2008


Povera me, domani sono a pranzo dalla suocera, e chi mi segue da un po’ di tempo, sa bene che posso aspettarmi ogni sorta di bizzarria. Da una parte sono contenta d’andarci, perché almeno potrò recuperare una cosa che lei mi ha chiesto "in prestito", altrimenti, chissà quando tornava indietro. Con questo non intendo accusarla di volermela sgraffignare di proposito, ma per lei, il tempo ha un valore diverso dalle altre persone. Cioè, se mi dice che me la restituisce domani, potrebbe andarmi bene se la rivedo tra un mese, due o anche peggio. ( Da due anni sto aspettando il famoso regalo di Natale, che per l’appunto, avrebbe dovuto seguire a giorni). Ad ogni modo, per l’occasione, ho preparato un cake e quindi approfitto per lasciarvi la ricetta.

 

CAKE ALLE PERE (la ricetta originale è con le mele, ma non le avevo)

 

Ingredienti:

200 gr burro ammorbidito

200 gr. di zucchero

3 uova

succo e scorza di un limone non trattato

200 gr di mandorle macinate

1 c. da minestra di rum (va bene anche l’essenza in fialetta)

200 gr. di farina

2 c. da tè rasi di lievito per dolci

marmellata di pere

1-2 pere

 

preparazione:

Lavorare il burro assieme allo zucchero. Aggiungere uova, scorza e succo di limone, mandorle, farina, lievito. Versare metà dell’impasto in uno stampo a cassetta per cake, (foderato precedentemente con carta da forno) di circa 30 centimetri di lunghezza. Stendere al centro e per tutta la lunghezza un po’ di marmellata, lasciando però libero tutto attorno un bordo di circa 2 centimetri. Aggiungere sopra il resto della pasta cercando di spianare bene il tutto usando una spatola umida. Tagliare le pere a fettine, e disporle sopra il cake, come si può vedere nella foto. Cuocere in forno per circa 40/50 minuti a 180°

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cake alle pere

E per finire, vi lascio il video di questo adorabile micino, il quale mi ha fatto completamente perdere la testa. Perché è così che ti fregano, li vedi dolci e inoffensivi, e t’illudi che saranno per sempre così, che di notte non faranno mai casino, e quando vedono una mosca, non ti demoliscono mezza casa….SÌ, COME NO!

 

 

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postato da: taty2 alle ore 21:22 | Permalink | commenti (7)
categoria:famiglia, dolci, ricette, gatti
martedì, 16 gennaio 2007

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Se  Polidoro a suo tempo avesse fatto l'audizione per la parte principale nel film  "l'esorcista" di certo Linda Blair  sarebbe stata scalzata.  È più di una settimana che, dopo aver scelto la miglior postazione, letto-tappeti-divano, apre la bocca e inizia appunto il getto demoniaco.  Il problema sta nel fatto che lui é un po’ selvatico e non c'é verso di prenderlo per portarlo dal veterinario, almeno che non sia assolutamente indispensabile. L'unico modo é con una specie d'inganno che modestamente ho inventato io (troppo complicato da spiegare) ma che l'unica volta in cui é stato sperimentato ci ho guadagnato un buco in testa. (Sarebbe da perfezionare..). Comunque, detto questo, per una volta tanto vorrei lasciare da parte l'argomento felini per parlare e mostrare il cane di mio fratello. Quest'estate ho parlato spesso del mio fratellone, quello  con il giardino immenso, per il quale ero stata "incastrata" mio malgrado, ad occuparmene durante le sue  vacanze.  Però, ne ho pure un altro di fratello, a cui sono molto affezionata, anche se ci si vede poco. Siamo molto simili, sia fisicamente che di carattere, stesso cuore e stesse debolezze. E pensare che lui era quello che quando eravamo piccoli ( ha 7 anni più di me) mi diceva: "guarda dentro il buco della serratura che io faccio la stessa cosa dall'altra parte, é divertente," e quando io, fiduciosa  obbedivo aspettandomi chissà quale sorpresa, lui soffiava con forza mandandomi la polvere dentro l'occhio. Oppure, si offriva di aiutarmi a salire su di   un muretto dicendomi di dargli la mano, e quando io, fiduciosa gliela porgevo,  lui, per un po' mi teneva sollevava, e poi mi mollava  a mezz'aria, facendomi ruzzolare nel prato sottostante. Potrei continuare per ore, e voi pensereste che sono masochista visto che è lui il mio preferito. Il fatto é, che era l'unica persona in quel periodo, anche se in  modo bizzarro, che mi prestava attenzione, e oggi, so per certo che anche lui mi vuole un gran bene.  Lui ama i cani, e in particolar modo il suo. Domenica é venuto a trovarmi e io lo sentivo in lontananza parlare con tale enfasi, che ero certa  ci fossero pure i miei nipoti con lui, invece parlava con questo tenerissimo cagnone.

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 Dick


postato da: taty2 alle ore 18:22 | Permalink | commenti (15)
categoria:ricordi, famiglia, animali
sabato, 30 dicembre 2006

Resoconto spero non troppo lungo sulle mie cene Natalizie. Quella dai miei familiari, anche se ho piacere vederli tutti quanti assieme, visto che capita molto di rado, é stata come al solito un po' troppo caotica. Eravamo in 14, a mio avviso, decisamente troppe persone, anche per via del mio carattere, abbastanza solitario. Poi,  la maggior parte di loro fuma, e nessuno si preoccupa di quelli che, come me, detestano sia l'odore del fumo, sia l'effetto devastante che questo ha sui miei poveri occhi. Continuavo ad uscire in giardino per ripristinare la situazione dei miei polmoni, rischiando pure una congestione. E per fortuna che quest'anno non era freddo come l'anno scorso. Nel complesso comunque, é andata bene. L'altra cena, si é svolta a casa della mia cognatina, e qui, essendo in tutto solo 5 persone, facciamo una volta per uno  (casa mia é piccola, e per grazia divina, in 14 non ci si sta) e quest'anno é toccata a lei. Oltre alla pace e tranquillità che regna da loro e l'assenza   totale di fumo, per un motivo o per l’altro, c'é mia suocera che riesce sempre a farmi morir dal ridere. Forse, qualcuno di voi la ricorderà, la torta nella scatola di scarpe...post del 28 agosto.Tanto per cominciare, é una persona che ricicla tutto, ma proprio tutto, anche i nastrini dei pacchi. Una volta, tanto per dirne una ma ce ne sarebbero molte altre, ha dato un pacco a mio marito con un biglietto, che a lui pareva familiare, in quanto un po' particolare. Lo legge, e poi, girandolo, vede che  ci sono scritti gli auguri che lui aveva fatto a lei l'anno prima. Ma vi rendete conto? non solo l'aveva riciclato, ma addirittura , dato alla stessa persona che a sua volta l'aveva scritto a lei. E quando gli si é fatto notare, non penserete mica che si sia minimamente sentita in imbarazzo (io sarei sprofondata senza possibilità di riemergere per un bel pezzo), no, lei una cosa del genere la trova divertentissima.  A me quest'anno, ha regalato delle candele, un'altra cosa che mi ha garantito presto arriverà... (questo capita una volta per uno a turno), e una crema per il viso.  Quando ho aperto l'ultimo pacchetto, sento che mi dice: "fa un po' vedere cosa c'é dentro" no dico, me l'ha regalata lei o che? io e sua figlia ci siamo guardate in faccia, per poi scoppiare a ridere, e visto la nostra reazione, é partita con delle spiegazioni, indecifrabili, peggiorando la situazione ridarella.. Comunque, ogni volta, per un motivo o per l'altro, si trova sempre un lato comico quando c'é di mezzo lei. E finalmente, ho potuto fare una foto al loro gattone di quasi 10 kg. Purtroppo,essendo per metà sprofondato nel letto, non rende l'idea di com'é veramente. Vederlo camminare é un vero spasso, ha talmente tanta pancia che tiene i piedi leggermente aperti, e visto da dietro pare un pinguino. Mia cognata non é che gli dia tanto da mangiare, l'ha  ricevuto l'anno scorso che era già così, e malgrado tutto é sanissimo a detta del veterinario. Constatate voi stessi.

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nipote gatto

postato da: taty2 alle ore 17:41 | Permalink | commenti (12)
categoria:famiglia, gatti
sabato, 14 ottobre 2006

È quasi un bene che oggi Splinder fosse fuori uso, perché avrei scritto il post più deprimente dall'apertura del blog. Questa notte poi, ero talmente a terra che avrei voluto alzarmi, loggarmi, e dirvi addio almeno per un po'. Quando stò così, tendo ad isolarmi completamente, come fanno i gatti feriti o ammalati, che si rintanano in un cantuccio fino a che non stanno meglio. Per fortuna però, ho imparato a controllare, un pochino, la mia estrema impulsività, e quindi sono rimasta a leto, a girarmi e rigirarmi.  Il fatto é che quando si dice che una cosa é troppo bella per essere vera, di solito é perché non lo é. Capisco che sia difficile seguire questi miei delirii, ma nemmeno io  riesco a darmi spiegazioni più semplici di quello che mi succede. Per tirarmi un po' sù, oggi  sono uscita ugualmente a comperarmi l'ennesimo cd. di Ligabue, ultimamente non ascolto altro.  Tornata a casa, visto la tipica giorna uggiosa, ne ho approfittato per fare un bel bagno caldo con tanto di candele. A dire la verità, non é che questo sia servito a molto, poi però, mi ha telefonato mio fratello, (quello a cui tenevo il giardino quest'estate)chiedendomi se ci andava bene di fare da lui la cena di Natale. Già questo, parendomi prematuro, mi ha fatto sorridere. Anche perché era già ovvio che si andasse da lui visto che ha la casa più grande ed é a metà strada circa tra me e l'altro fratello. Educatamente gli faccio notare che forse é un po' prestino per parlane, trattenendo a stento una risatina. E lui, senza scomporsi minimamente, mi dice che bisogna organizzare per tempo queste cose, e che anzi, avrei fatto bene a scriverlo dentro (dove??), così da non dimenticarmene. E io qui, non ce l'ho più fatta a trattenermi, e gli ho risposto : "tranquillo, credo che me ne ricorderò". Ma si può? È così diverso da me e dall'altro fratello. La cosa strana é che ci sentiamo molto di raro, e oggi era la seconda volta che mi chiamava, e in più per dirmi una cosa del genere. Anche se é il maggiore e ha parecchi anni più di me, preferisco pensare che aveva bisogno di sentire la sua sorellina, e non sapeva che diavolo inventarsi, perché tra di noi,purtroppo,  non abbiamo l'abitudine di chiamarci solo per vedere come và, serve sempre un motivo. Che tristezza però. E comunque, questo breve episodio, mi ha dato una scossetta, e piano piano riemergo, e se mi sveglio che và ancora meglio, posterò pure un'altra bella torta. 
postato da: taty2 alle ore 18:12 | Permalink | commenti (6)
categoria:famiglia, sfoghi, tristezza