Devo avvertirvi, che da quando ho aperto il blog, questo é in assoluto il post più lungo che abbia mai scritto, quindi, se volete leggerlo tutto, mettetevi belli comodi.
La stanchezza non accenna ad andarsene e questo tempo di certo non aiuta, anzi dormirei 24 ore su 24. E visto che come rendimento casalingo scarseggio, oggi vorrei scrivere del fratello di Popone, quello vero, quello che non c'é più ormai da molti anni. È già da tempo che avrei voluto farlo, ma la sua storia é piuttosto triste, e ancora oggi, a distanza di anni, raccontarla mi riporta indietro nel tempo e alle ore d'angoscia che vissi quella notte. Ma vorrei andare per ordine e mostrarvi prima com'erano Popone e Merlino (pur avendogli dato questo nome, nessuno di noi l'ha mai chiamato così, ma sempre con dei vezzeggiativi ) pochi giorni dopo il loro arrivo in famiglia.
*

Non gli ho scelti personalmente, anche perché pensavo di prenderne solo uno. Una sera mio marito andò a casa del suo collega per prendere il micino grigio, e gli fu chiesto se voleva anche il fratellino. Vedendo com'erano affiatati, e sapendo che non avrei di certo fatto obiezioni, li prese entrambi. Quando ne vidi arrivare addirittura due non stavo nella pelle dalla gioia, perché già immaginavo l'allegria che avrebbero portato nella mia vita abbastanza solitaria. Devo dire però, che quando vidi Popone, rimasi un attimo a bocca aperta, perché forse dalla foto non si nota, ma aveva delle orecchie enormi e completamente rosa. Ma il suo aspetto non m'impedì certo di amarlo tantissimo, ora poi siamo inseparabili. Questi due, anche se spesso facevano grandi lotte, si capiva che si volevano molto bene, come d'altronde si può vedere qua.
*
*

Purtroppo però, mentre Popone, malgrado qualche incidente di percorso ho ancora la fortuna di averlo con me, suo fratello ebbe un triste destino. Quello che sto per descrivere ora, é un avvenimento che, assieme ad altri, è stato tra i più provanti della mia vita, e se ho deciso di scriverlo, é perché penso che la mia esperienza potrebbe forse tornare utile a qualcuno.
Anche se a quei tempi non ero ancora sposata, convivevo già con il mio attuale marito. Un giorno dovette assentarsi per due giorni ed io sentii subito una sorta d'ansia, poiché era da poco tempo che abitavamo qua e non ero ancora abituata a questa casa isolata e tanto meno a dormirci da sola, o forse, avevo sentore di quello che mi attendeva quella sera. Accompagnai lui e sua sorella alla stazione. Premetto che era da pochi giorni che avevo preso la patente, e tra andata e ritorno, ci volevano più di due ore, inoltre, come ho detto in altre occasioni, la strada per arrivare da me,( per chi ha visto il film), é tipo quella di shining. Ricordo ancora che sospiro di sollievo tirai, quando finalmente quella sera posteggiai la macchina davanti casa, solo perché ancora non sapevo cosa mi aspettava. Entrando, capii subito che qualcosa non andava, perché a corrermi incontro ci fu solo Popone. Subito cercai suo fratello, e lo trovai che dormiva sul divano. Lo chiamai per mangiare, ma lui, pur guardandomi, non si muoveva. Allora mi avvicinai con il cuore in gola, e vidi sotto di lui, una macchia di sangue. Intuii subito che era successo qualcosa di ben più grave del semplice taglietto. Non potevo credere che proprio quella sera in cui ero da sola, in mezzo al nulla, mi doveva capitare una cosa simile. Cercai di sollevarlo lentamente, e vidi che una zampa era recisa di netto. Per un breve istante, rimasi senza fiato ed ebbi un capogiro, ma cercai di reagire immediatamente, perché l'istinto mi disse che se volevo salvarlo, ogni istante era prezioso, visto la quantità di sangue che aveva perso. Ricordo che cercai di chiamare il mio veterinario, malgrado fossero le dieci di sera, ma non riuscivo a trovare il numero. Allora chiamai mia suocera e lo fece lei. Subito lui mi richiamò, e mi chiese di portarglielo almeno fino a casa sua, che poi lui lo avrebbe portato subito al suo studio. Io, malgrado sapessi benissimo dove abitava, ero talmente sotto shock, che gli dissi di non conoscere il posto. Poi però, per quanto mi era possibile, cercai di riordinare le idee, e caricato il micio in macchina, pur tremando come una foglia, riuscii a portarglielo. Il veterinario, come lo vide, mi disse subito che doveva essere rimasto sotto il treno che passa vicino casa mia. Forse intento a cacciare qualche preda, si é accorto solo all'ultimo momento del suo arrivo, e non ha fatto a tempo a mettersi completamente in salvo. Gli chiesi se con tre zampe avrebbe potuto avere ugualmente una vita dignitosa, e lui mi rassicurò dicendomi che avrebbe potuto addirittura correre ancora. Aggiunse anche però, di aspettarmi da molte persone sguardi disgustati. Chi ha imparato a conoscermi un pochino, può ben immaginare quale fu la mia risposta in proposito. Quando vidi la sua macchina ripartire, salii a mia volta sulla mia, e l'autocontrollo che mi ero imposta fino ad allora per paura di crollare e non riuscire a salvarlo, mi abbandono e iniziai a piangere in modo irrefrenabile per tutto il viaggio, ci misi il doppio del tempo ad arrivare a casa perché a stento vedevo la strada. La notte che passai ve la lascio immaginare. Popone a quei tempi, non era per niente affettuoso con me, e quindi non é che mi fece molta compagnia. Il giorno seguente mi chiamò il veterinario per assicurarmi che malgrado avesse perso parecchio sangue, l'operazione era riuscita benissimo e presto si sarebbe ripreso completamente. Infatti, poco tempo dopo lo riportai a casa, e visse ancora per alcuni anni con noi, finché purtroppo, un automobilista che doveva avere una gran fretta, lo investì davanti casa mia. Ma raccontare questo adesso, sarebbe un po' troppo, sia per me, sia per chi ha avuto la pazienza di leggere tutto quanto. Il micio aveva ripreso veramente una vita normalissima, noi non ci accorgevamo nemmeno della sua menomazione. Ricordo che alle volte, riusciva ancora a saltare sopra gli armadi, lasciandoci a bocca aperta. Per questo motivo prima ho scritto che questa mia esperienza potrebbe tornare utile ad altre persone. Nel senso che, se mai dovesse capitare una cosa del genere al vostro gatto, sappiate che può vivere anche così, e di certo voi lo amerete ulteriormente. Popone divenne affettuoso in modo incredibile, il giorno stesso che il fratello morì, fu una cosa molto commovente, perché era come se ci consolavamo a vicenda. Ora voglio pensare che anche Merlino é andato in paradiso "al ponte dell'arcobaleno", luogo descritto dalla mia amica CEINWYN nel suo blog qualche tempo fa e di cui io ignoravo l'esistenza.
*
