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ricordi | UN URLO SILENZIOSO
martedì, 05 maggio 2009


È inutile, mi basta sognarlo, svegliarmi e rendermi conto della cruda realtà, perché il tutto ricominci da capo. In questo periodo, so che gli piacerebbe moltissimo stare in mezzo all’erba sotto i tiepidi raggi del sole.
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Mi manca da matti, se n'é andato troppo presto, e se ne parlo ancora, è perché mi piacerebbe che il mio piccolo Chester restasse nella memoria di tutti.
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Ma per favore, non siate tristi, lui non conosceva nemmeno questo stato d’animo.

postato da: taty2 alle ore 22:21 | Permalink | commenti (17)
categoria:ricordi, animali, tristezza, gatti
lunedì, 24 novembre 2008



Un anno fa, il mio simpatico e dolce Stringa, appoggiando la testa nel palmo della mia mano, si è addormentato per non soffrire più. Dicono che il tempo aiuti a dimenticare, ma la sua mancanza spesso si fa ancora sentire prepotentemente. Passare in rassegna le sue foto per sceglierne una carina, mi ha rammentato tanti bei momenti, molti dei quali, condivisi con voi qui sul blog.
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Stringa

Ciao piccolo Stringa, nel luogo dove sei sepolto, oggi è scesa di nuovo la neve, ma spero di cuore che la tua anima sia felice altrove.   

postato da: taty2 alle ore 14:45 | Permalink | commenti (18)
categoria:ricordi, animali, tristezza, gatti
venerdì, 03 ottobre 2008


Altre volte vi ho parlato delle varie fasi musicali nel corso della mia vita. Sono sempre passata da un genere all’altro senza nessuna logica, spesso dipendeva dal mio stato d’animo la musica che ascoltavo, certe scelte invece, rimangono un mistero. Per esempio, c’è stato un periodo in cui impazzivo per l’opera, e questo solo per poche settimane, poi, mai più ascoltato niente di simile. Mah, mi chiedo da dove arrivino questi amori improvvisi che poi svaniscono come neve al sole. Stamattina alla radio, ho sentito una canzone che ascoltavo anni fa, durante un periodo felice (una volta tanto) della mia vita. Ricordo che stavo proprio bene nella mia pelle, mi vedevo pure bella (tranquilli, è durato pochissimo, e il titolo della canzone, la dice lunga). 
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Just My Imagination    

postato da: taty2 alle ore 18:11 | Permalink | commenti (15)
categoria:musica, ricordi
domenica, 15 giugno 2008


Qualche settimana fa in un post, scrissi che, per quanto riguarda gli uomini, non ho mai guardato solo la bellezza ma sono sempre andata oltre le apparenze (che poi, le mie esperienze amorose, mettendoci pure i flirt giovanili, si possono contare sulle dite di una mano). Ad ogni modo, mi sono ricordata che una volta invece, ci sono cascata anch’io, soprafatta totalmente dal fascino di un ragazzo, però avevo solo quattordici anni, e il tutto durò pochissimo. A quei tempi, la mia autostima, era ancora peggio di adesso, praticamente inesistente insomma, e il fatto che quel ragazzo, G. mi avesse anche solo rivolto la parola, mi pareva un miraggio (ora non ricordo, ma è possibile che io mi sia guardata intorno per accertarmi si fosse rivolto proprio a me e non ad un’altra nei paraggi). In quel periodo, avevo un’amica del cuore con la quale eravamo inseparabili, più che sorelle. Andavamo molto d’accordo, e non era mai capitato che ci piacesse lo stesso ragazzo poiché avevamo gusti molto diversi. Ma quella volta no, quello era bello davvero, e credo suscitasse l’interesse di molte. Tramite un compagno di scuola, venimmo a sapere che G. era interessato a lei (ovvio), ma la mia amica, sapendo che io avevo proprio preso una colossale cotta, temendo di rovinare la nostra preziosa amicizia, si tirò subito indietro. Con il senno di poi, se non altro, almeno per dignità e amor proprio, avrei dovuto lasciar stare anch’io, ma ripeto, eravamo ragazzini, i grandi ragionamenti passavano in secondo piano. Ad ogni modo, non è mica successo niente di grave, solo che, dopo circa due settimane d’amoreggiamenti, mi piantò in modo davvero poco galante (a proposito d’autostima..). Ricordo che era appena finita la scuola, la mia amica ed io, stavamo camminando dentro un grande parcheggio, quando G. ci raggiunse con il motorino. Mi si accostò, e sostenne che era in dubbio se continuare a frequentarmi o no. Mettendocela tutta, non gli lasciai capire la mia disperazione, e gli dissi che doveva saperlo lui cosa voleva fare. Allora, decise di darsi del tempo per riflettere, dandomi così, un’inutile speranza e il classico colpo di grazia, perché dopo un giro in cerchio con il motorino, mi si avvicinò di nuovo, e senza nemmeno fermarsi mi urlò: ho deciso, è finita. Dal canto mio, ingoiando le lacrime, gli gridai: “OK”.  Vabbé, credo che ognuno di noi abbia subito, una volta o l’altra, una delusione d’amore giovanile. Ovviamente adesso ci rido sopra, ma ricordo che stetti malissimo per un bel po’.

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Insomma, si dovrebbe sempre tener conto, che se uno non è interessato, e inutile insistere…     

  

postato da: taty2 alle ore 19:44 | Permalink | commenti (14)
categoria:ricordi
domenica, 23 marzo 2008


Ricordo che alle elementari, avevo una maestra un po’ particolare. Di quelle che non si sposano mai, e considerano gli allievi, come fossero loro figli. In più, eravamo in pochi, quindi, riusciva a seguirci uno per uno. Ma il motivo per cui mi è tornata in mente, è che adottava un metodo singolare per farci fare giudizio. Al mattino, appena arrivata, disegnava sulla lavagna un gran vaso, e ogni volta che qualcuno si comportava male, tipo urlare o lanciare oggetti ecc. si alzava, prendeva il gesso, e tracciava una striscia dentro il vaso, a raffigurare l’acqua. Se alla fine della giornata, il vaso era colmo, o peggio, debordava, erano dolori, ma solo nel senso che ci si beccava tutti quanti, (anche i poveri innocenti), un bel castigo. Se invece, il vaso rimaneva discretamente vuoto, ci premiava con dei piccoli doni. Vicino a me, c’era un bambino molto spassoso. La lavagna era vicina al suo banco, e quando si accorgeva che il vaso iniziava ad essere pericolosamente pieno, (di solito, in gran parte per colpa sua), appena la maestra si voltava, si alzava e cancellava il più possibile l’acqua dentro il vaso. Ad ogni modo, ho raccontato quest’aneddoto, perché  in queste ultime settimane, con la mente vedo costantemente un vaso simile, debordante di tutto, e non c’é nessuno purtroppo, abbastanza veloce da cancellare quel gesso, prima che se ne formi dell’altro. È un periodo molto pesante questo, sia moralmente che fisicamente. L’incidente di Chester, mi ha tolto letteralmente le forze. Per fortuna, la sua degenza è quasi finita. A guardarlo poverino, si direbbe che stia bene, ma preferisco aspettare la visita dal veterinario martedì, per cantar vittoria, perché solo dopo la radiografia saprò se la sua spalla è guarita completamente. Per adesso, visto che si è comportato egregiamente in questo momento difficile, lascio a lui e alla sua nuova amica Trudy, l’onore, anche se un po’ in ritardo, di augurare a tutti voi BUONA PASQUA.
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Chester e Trudy

E intanto, gli altri due, negli ultimi giorni s’illudono di aver ripreso possesso della casa..
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Polidoro e Popone

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Poilidoro e Popone 2

ma farebbero meglio a stare in guardia, perché qualcuno non vede l’ora di tornare a governare..
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Chester boss

Ed io, glielo auguro di cuore!       

postato da: taty2 alle ore 21:10 | Permalink | commenti (15)
categoria:ricordi, sfoghi, gatti
domenica, 09 settembre 2007


Rieccomi dopo una settimana silenziosa. Quest'ultimi giorni non sono stati particolarmente allegri, e quando mi sento così giù di morale, preferisco astenermi dallo scrivere sul blog, perché temo sempre di eccedere in autocommiserazione, cosa che detesto. Venerdì poi, avevo preso seriamente in considerazione l'idea di chiudere il blog, anche se non definitivamente, ma almeno per un certo periodo. Ma conoscendomi, sapevo che me ne sarei pentita quasi subito, e quindi ho preferito stare semplicemente un po' alla larga da qua. Ed ora, esattamente come domenica scorsa, sono stanca morta, ma per motivi diversi stavolta, niente gita, solo lavori abbastanza pesanti. La colpa però, é solo mia, perché testona quale sono, se mi fisso che un certo lavoro va fatto subito, non ho la pazienza d'aspettare che "qualcuno" mi aiuti. Quindi, visto che dovevo fare dei cambiamenti per quanto riguardava i tappeti, ho spostato di tutto, tavolo di legno, cassapanca piena di roba, e cosa che mi ha letteralmente stesa, con una mano sola ho alzato il divano mentre con l'altra c’infilavo sotto un tappeto. Il fatto di riuscirci, ha lasciato basita me per prima, sembravo l'incredibile Hulk (infatti, sembravo solo). Ora però, mi guardo attorno, e anche se boccheggiante e dolorante, tutto é dove volevo che fosse. E pensare che avevo già questo vizio del "fai da me" quando ero ragazzina, attorno agli 11 anni, ed ero veramente mingherlina. Mi piaceva cambiare molto spesso, l'ordine dei mobili nella mia cameretta, e non trovavo mai nessuno, (malgrado due fratelli maggiori che fingevano sordità improvvisa) che mi aiutasse. Ma già allora, non mi lasciavo certo scoraggiare, e ricordo che per spostare per esempio l'armadio, mi sedevo per terra con la schiena appoggiata contro, puntavo i piedi sul muro, e facevo leva così. Se poi la distanza era maggiore della lunghezza delle mie gambe, mettevo contro il muro un comodino e ricominciavo. Insomma, credo che per quell'età riuscivo già ad arrangiarmi abbastanza bene, e ricordo ancora lo sguardo incredulo di mio padre quando vedeva cos'avevo combinato. Si, ero una bambina un po’ strana. Ad ogni modo, anche oggi, prima d’iniziare a faticare in quel modo, ho ugualmente preparato cosucce buone.

Devo dire che queste due, esteticamente non sono tra le migliori, ma credetemi, sono una meglio dell'altra. 
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      torta al cioccolato-caffé-rum
cioccolato-caffé-rum*      crostata al cocco e latte condensato
cocco-latte condensato*
 fetta

postato da: taty2 alle ore 17:39 | Permalink | commenti (13)
categoria:ricordi, dolci, stranezze, passatempo
venerdì, 15 giugno 2007

Devo avvertirvi, che da quando ho aperto il blog, questo é in assoluto il post più lungo che abbia mai scritto, quindi, se volete leggerlo tutto, mettetevi belli comodi.
La stanchezza non accenna ad andarsene e questo tempo di certo non aiuta, anzi dormirei 24 ore su 24. E visto che come rendimento casalingo scarseggio, oggi vorrei scrivere del fratello di Popone, quello vero, quello che non c'é più ormai da molti anni. È già da tempo che avrei voluto farlo, ma la sua storia é piuttosto triste, e ancora oggi, a distanza di anni, raccontarla mi riporta indietro nel tempo e alle ore d'angoscia che vissi quella notte. Ma vorrei andare per ordine e mostrarvi prima com'erano Popone e Merlino (pur avendogli dato questo nome, nessuno di noi l'ha mai chiamato così, ma sempre con dei vezzeggiativi ) pochi giorni dopo il loro arrivo in famiglia.
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Mini brothers

Non gli ho scelti personalmente, anche perché pensavo di prenderne solo uno. Una sera mio marito andò a casa del suo collega per prendere il micino grigio, e gli fu chiesto se voleva anche il fratellino. Vedendo com'erano affiatati, e sapendo che non avrei di certo fatto obiezioni, li prese entrambi. Quando ne vidi arrivare addirittura due non stavo nella pelle dalla gioia, perché già immaginavo l'allegria che avrebbero portato nella mia vita abbastanza solitaria. Devo dire però, che quando vidi Popone, rimasi un attimo a bocca aperta, perché forse dalla foto non si nota, ma aveva delle orecchie enormi e completamente rosa. Ma il suo aspetto non m'impedì certo di amarlo tantissimo, ora poi siamo inseparabili. Questi due, anche se spesso facevano grandi lotte, si capiva che si volevano molto bene, come d'altronde si può vedere qua.
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Questo si che é un bel cuscino
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niente foto prego

Purtroppo però, mentre Popone, malgrado qualche incidente di percorso ho ancora la fortuna di averlo con me, suo fratello ebbe un triste destino. Quello che sto per descrivere ora, é un avvenimento che, assieme ad altri, è stato tra i più provanti della mia vita, e se ho deciso di scriverlo, é perché penso che la mia esperienza potrebbe forse tornare utile a qualcuno.
Anche se a quei tempi non ero ancora sposata, convivevo già con il mio attuale marito. Un giorno dovette assentarsi per due giorni ed io sentii subito una sorta d'ansia, poiché era da poco tempo che abitavamo qua e non ero ancora abituata a questa casa isolata e tanto meno a dormirci da sola, o forse, avevo sentore di quello che mi attendeva quella sera. Accompagnai lui e sua sorella alla stazione. Premetto che era da pochi giorni che avevo preso la patente, e tra andata e ritorno, ci volevano più di due ore, inoltre, come ho detto in altre occasioni, la strada per arrivare da me,( per chi ha visto il film), é tipo quella di shining. Ricordo ancora che sospiro di sollievo tirai, quando finalmente quella sera posteggiai la macchina davanti casa, solo perché ancora non sapevo cosa mi aspettava. Entrando, capii subito che qualcosa non andava, perché a corrermi incontro ci fu solo Popone. Subito cercai suo fratello, e lo trovai che dormiva sul divano. Lo chiamai per mangiare, ma lui, pur guardandomi, non si muoveva. Allora mi avvicinai con il cuore in gola, e vidi sotto di lui, una macchia di sangue. Intuii subito che era successo qualcosa di ben più grave del semplice taglietto. Non potevo credere che proprio quella sera in cui ero da sola, in mezzo al nulla, mi doveva capitare una cosa simile. Cercai di sollevarlo lentamente, e vidi che una zampa era recisa di netto. Per un breve istante, rimasi senza fiato ed ebbi un capogiro, ma cercai di reagire immediatamente, perché l'istinto mi disse che se volevo salvarlo, ogni istante era prezioso, visto la quantità di sangue che aveva perso. Ricordo che cercai di chiamare il mio veterinario, malgrado fossero le dieci di sera, ma non riuscivo a trovare il numero. Allora chiamai mia suocera e lo fece lei. Subito lui mi richiamò, e mi chiese di portarglielo almeno fino a casa sua, che poi lui lo avrebbe portato subito al suo studio. Io, malgrado sapessi benissimo dove abitava, ero talmente sotto shock, che gli dissi di non conoscere il posto. Poi però, per quanto mi era possibile, cercai di riordinare le idee, e caricato il micio in macchina, pur tremando come una foglia, riuscii a portarglielo. Il veterinario, come lo vide, mi disse subito che doveva essere rimasto sotto il treno che passa vicino casa mia. Forse intento a cacciare qualche preda, si é accorto solo all'ultimo momento del suo arrivo, e non ha fatto a tempo a mettersi completamente in salvo. Gli chiesi se con tre zampe avrebbe potuto avere ugualmente una vita dignitosa, e lui mi rassicurò dicendomi che avrebbe potuto addirittura correre ancora. Aggiunse anche però, di aspettarmi da molte persone sguardi disgustati. Chi ha imparato a conoscermi un pochino, può ben immaginare quale fu la mia risposta in proposito. Quando vidi la sua macchina ripartire, salii a mia volta sulla mia, e l'autocontrollo che mi ero imposta fino ad allora per paura di crollare e non riuscire a salvarlo, mi abbandono e iniziai a piangere in modo irrefrenabile per tutto il viaggio, ci misi il doppio del tempo ad arrivare a casa perché a stento vedevo la strada. La notte che passai ve la lascio immaginare. Popone a quei tempi, non era per niente affettuoso con me, e quindi non é che mi fece molta compagnia. Il giorno seguente mi chiamò il veterinario per assicurarmi che malgrado avesse perso parecchio sangue, l'operazione era riuscita benissimo e presto si sarebbe ripreso completamente. Infatti, poco tempo dopo lo riportai a casa, e visse ancora per alcuni anni con noi, finché purtroppo, un automobilista che doveva avere una gran fretta, lo investì davanti casa mia. Ma raccontare questo adesso, sarebbe un po' troppo, sia per me, sia per chi ha avuto la pazienza di leggere tutto quanto. Il micio aveva ripreso veramente una vita normalissima, noi non ci accorgevamo nemmeno della sua menomazione. Ricordo che alle volte, riusciva ancora a saltare sopra gli armadi, lasciandoci a bocca aperta. Per questo motivo prima ho scritto che questa mia esperienza potrebbe tornare utile ad altre persone. Nel senso che, se mai dovesse capitare una cosa del genere al vostro gatto, sappiate che può vivere anche così, e di certo voi lo amerete ulteriormente. Popone divenne affettuoso in modo incredibile, il giorno stesso che il fratello morì, fu una cosa molto commovente, perché era come se ci consolavamo a vicenda. Ora voglio pensare che anche Merlino é andato in paradiso "al ponte dell'arcobaleno", luogo descritto dalla mia amica CEINWYN nel suo blog qualche tempo fa e di cui io ignoravo l'esistenza.
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Merlino

 

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categoria:ricordi, tristezza, gatti
lunedì, 30 aprile 2007

Sarei curiosa di sapere se su questa terra c'é qualcun'altro che, come me, deve continuamente stirare montagne di vestiti (premetto che siamo solo in due, grazie al cielo i quadrupedi non si cambiano mai). Sono stanca morta e quindi, aggiungendo questo al fatto  che finalmente fuori piove, mi sembra il momento giusto per rilassarmi e parlarvi del mio primo gatto. A dire la verità fin da quando ero piccola a casa mia qualche gatto c'era sempre, ma questo é stato come il mio primo bimbo. Si chiamava Grisù ed era tale e quale a Stringa. Ricordo che appena ci trasferimmo in questa casa, il mio primo desiderio fu proprio quello di poter avere finalmente un micino da  amare e rispettare, com'é giusto che sia. Purtroppo provengo da una famiglia non tanto amante degli animali, e su questo punto preferisco non dilungarmi. L'arrivo di Grisù fu organizzato da mio marito, aiutato da sua madre (mitica suocera, tutto quello che ho imparato sui gatti lo devo a lei) e da sua sorella ( l'adorata cognatina). Devo dire che un po' me la sentivo che stava per arrivare, vedevo bene che "tramavano" ma fingevo di non saperne nulla anche per non rovinargli la sorpresa.  Ricordo che avevo l'influenza ed ero a casa da sola. Verso sera, arrivò mio marito assieme alla sorella, e lei mi mise sul letto un batuffolo di pelo grigio. Non potevo credere ai miei occhi. Quel dolcissimo gattino mi guardò, e immediatamente, senza che io lo chiamassi in nessun modo, venne dritto verso di me, mi si acciambellò di fianco, e fu davvero amore a prima vista. Dopo qualche anno subì un incidente, fu investito da un’auto, la quale se ne guardò bene dal fermarsi a soccorrerlo. Per fortuna lo trovai subito. Il veterinario al telefono, dopo una mia breve descrizione sul  suo stato, mi disse che quasi sicuramente non poteva farcela. (Era un tipo molto ottimista..). Per fortuna invece, ci mise un po’ a tornare come prima, ma guarì completamente. Sono parecchi anni ormai che non c'é più, ma di lui ho sempre il bellissimo ricordo di quanta compagnia mi fece durante quella settimana d'influenza. Quanto fosse adorabile, lo lascio giudicare a voi.
Purtroppo la foto é un po' rovinata ma ho trovato fosse la più simpatica.  Non credo si riesca a vedere, la bilancia segnava un kg esatto.
*

 

 

Grisù
postato da: taty2 alle ore 18:19 | Permalink | commenti (12)
categoria:ricordi, gatti
domenica, 01 aprile 2007


Ai tempi della scuola, il primo d'aprile era un giorno che temevo, perché ero (e sono) una vera "polla" per quanto riguarda gli scherzi. Semplicemente, se me ne facevano uno, ci cascavo in pieno. Non é che adesso io sia cambiata molto, e credo che questo fatto derivi dalla mia fiducia, spesso mal riposta, nel prossimo. Nel senso che se qualcuno mi dice qualsiasi cosa, parto dal presupposto che mi stia dicendo la verità.  Per esempio, ricordo che pochi mesi dopo aver preso la patente, tornando a casa un giorno che nevicava in modo considerevole, ebbi un incidente. Non mi feci neanche un graffio, ma lo spavento fu tremendo, ancora oggi non riesco a guidare con la neve. "Credo", (a detta di altri..) che stessi andando troppo forte, e frenando quando era meglio non farlo, sbandai e andai con la macchina fuori strada, fermandomi   in un semi dirupo sottostante, grazie a degli arbusti. Alcune settimane dopo, (e ora arriva lo scherzo  subìto), un amico di mia suocera  mi telefona, alterando la voce, chiedendomi se ero io quella che era uscita di strada  nel tal posto il giorno x. Già questo bastò a farmi prendere un colpo. Poi, continuò dicendomi che quel pezzo di terreno era di sua proprietà e che io l'avevo danneggiato non poco,  facendomi passare per una che cercava di fare la furba. Iniziò a sparare cifre pazzesche di danni che secondo lui avevo causato. Io diventavo sempre più cianotica, fin quando,volendo strafare, mi chiese se ero assicurata contro gli alberi, e li si rese conto che l'aveva sparata davvero troppo grossa e scoppiò a ridere. E meno male, perché ci ero cascata in totale buona fede, e avrebbe potuto continuare ancora per molto a torturarmi. Pensandoci bene, era stato a mio avviso, pure un po' sadico come scherzo. Credo comunque gli fosse  riuscito così bene perché quel giorno non era il primo d'aprile, quindi mai e poi mai potevo aspettarmi uno scherzo del genere. Se qualcuno di voi ricorda uno scherzo che gli é stato fatto e che gli ha lasciato un segno, può metterlo nei miei commenti, così, giusto per consolarmi un po'. Oggi invece, il pesciolino d'aprile me lo ha fatto uno dei miei tre "banditi", vomitata alla grande sul letto. Eviterò di descrivere meglio la scena per i delicati di stomaco. Per i golosi invece, dal mio forno oggi sono uscite queste qua.

Ho iniziato a fare questa torta leggendo una ricetta e poi facendo tutto un'altra cosa, in quanto mi mancava  più della metà degli ingredienti. Speravo quasi venisse male perché dubito che saprei rifarla, invece........... Solo non so che nome darle, assomiglia ad una che ho messo tempo fa, ma é completamente diversa. Posso solo dire che é una torta alla frutta con gusto di miele.
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*
torta senza nome ma buona*
fetta pure sconosciuta..

 

 

Questo invece, é un gugelhopf al cioccolato.  E pure lui non scherza.
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*
gugelhopf al cioccolato*
3fette

 

postato da: taty2 alle ore 17:20 | Permalink | commenti (17)
categoria:ricordi, dolci
domenica, 11 marzo 2007

Breve pausa dalla pausa. Coerenza poca, lo so, ma stasera, ascoltando una canzone dei “Velvet” ho ripensato alla mia vecchia cameretta,  grande ancora di salvataggio negli anni dell'adolescenza.  Già allora, sapevo di  essere molto privilegiata ad averne una tutta per me,  perché ricordo che molte mie compagne dovevano dividerla con fratelli e sorelle. Chi mi segue fin dall’ inizio, avrà avuto modo di conoscere, anche se in minima parte, la mia matrigna, quindi, quando parlo di "ancora di salvataggio", forse saprà cosa intendo. Chiudersi in quella camera, era come una magia, bastava alzare il volume della musica, e anche se da fuori mi chiamavano, io non sentivo, perché non volevo sentire. E fin quando quella porta rimaneva chiusa, potevo illudermi che "lei" non esisteva, era solo il mio ennesimo incubo. Ancora oggi, mi capita alle volte di sognare la mia piccola isola solitaria, ancora oggi, mi manca.  I miei pensieri non sono ancora ordinati del tutto. È come quando si cerca di mettere a posto un armadio stracolmo di roba, si continua a spostarla da destra a sinistra, ma fintanto che non si elimina qualcosa, difficilmente si riesce a raggiungere lo scopo, l’ordine appunto.
Ecco  la canzone che mi ha ispirato questo post.
*

 Il Mondo E' Fuori
*


Nella mia stanza io ascolto ancora musica
E intanto fuori il mondo

Esplode via satellite
Nella mia stanza posso scegliere
zero rumore
E immaginare che tra un po' saremo ancora qui

Il mondo urla dietro alla porta
Disarmato nella tua stanza

Nella mia stanza posso galleggiare tra i colori
Immaginare che l'amore qui non svanirà

luci - fuori
colori - fuori
suoni - fuori
dolore - fuori
noia - fuori
parole - fuori
il mondo è fuori
il mondo è fuori

No non uscirò
Fuori di qua
Non riderei

No non uscirò
Fuori di qua
Mi perderei

Nella mia stanza io divento meno fragile
E torno a credere alle cose a cui non credo più
Il sole
Il cuore
L'amore
Non sono
Soltanto
Parole
Per nuove
Canzoni
Nella mia stanza io scopro che
non sono solo
E osservo il mondo mentre esplode via satellite

luci - fuori
colori - fuori
suoni - fuori
dolore - fuori
noia - fuori
parole - fuori
il mondo è fuori
il mondo è fuori

No non uscirò
Fuori di qua
Non riderei

No non uscirò
Fuori di qua
Mi perderei
*

Testi dei Velvet

postato da: taty2 alle ore 21:45 | Permalink | commenti (11)
categoria:ricordi, tristezza, testi canzoni